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la bufala della scomparsa dei siti internet

Il Sito Internet non serve piu? Le grandi piattaforme hanno sostituito i siti internet? Fesserie. Internet non sarà mai proprietà esclusiva delle grandi piattaforme.

siti internet

Sono i siti internet, le piattaforme on line che da sempre le aziende, i professionisti e le realtà di ogni genere utilizzano per gestire i propri affari, utenti e clienti on line. 

Prima internet era molto più semplice, ed era basata quasi esclusivamente nei siti internet delle realtà aziendali, cerano i blog dei privati e le piattaforme alla virgilio, le così dette directory.

Oggi ci sono i social, le grandi piattaforme che consentono in pochi miuti di aprire una pagina ed essere presenti sul web per dialogare con gli utenti che nel caso delle aziende si possono trasformare in potenziali clienti e poi in clienti. 

Leggo a volte articoli di presenti esperti del web che parlano di una graduale scomparsa dei siti internet immaginando un futuro in cui ormai l'imprenditore si avvale dei social come facebook e non ha più senso avere il proprio sito internet. 

Chi dice una cosa del genere è evidentemente una persona che ha ben poca esperienza sul web e non conosce le esigenze dei clienti con cui ogni giorno noi ci confrontiamo. 

Il discorso verte principalmente su due punti, il primo più generale e diciamo etico dipende dal fatto che Internet smetterà di essere il luogo virtuale democratico e potente che è sempre stato esattamente nel momento in cui si penserà che solo le grandi aziende come Google e Facebook hanno la facoltà di produrre servizi on line ed anzi bisogna proprio dire che sia Facebook che Google altro non sono che piccoli servizi inizialmente, nati proprio dall'inventiva privata che poi si sono gradualmente ingigantiti. 

Ecco che allora già oartendo da questo si capisce come la teoria dei siti ormai inutili sia una grossa idiozia. 

Ma c'è anche una motivazione più pratica rispetto a tutto questo e cioè che mai na pagina facebook o presso verso qualsiasi altra piattaforma potrà sostituire quello che è il livello di persoalizzazione che è il sito internet che in buona sostanza resta e rimane la casa on line di una azienda che non deve mai per l'espletazione della sua informazione affidarsi ai regolamenti e alle restriioni altrui.

 

 

 

 

Il sito internet, i video e i sottotitoli

Con 88 nazioni e 76 lingue è la piattaforma di ricerca seconda solo a Google di cui tra l'altro è una proprietà: Youtube. 1 miliardo di visitatori unici, ci racconta che cosa è il web, oggi: una piattaforma video, milioni di contenuti che ‘parlano’ tutte le lingue del mondo. Non solo Video. Il web è il mondo intero portato in rete e per questo parla tutte le lingue del mondo, e permette a tutti di entrare in contatto con canali online che parlano lingue diverse.

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Ma cosa centra tutto questo con un video? Centra perché un video è fatto in tanti casi anche di parole, di parlato. Se poi si tratta del video con cui promuovi la tua azienda e i tuoi servizi, la lingua è anche una scelta.

Conosci Gomorra, le serie televisiva? Ecco, se la cerchi su Wikipedia, alla voce lingua, viene indicato napoletano, e italiano. Ora, te lo immagini un bergamasco che guarda una serie televisiva sulla camorra recitata in napoletano? Capisce tanto quanto capisce un napoletano che ascolta dei bergamaschi che chiacchierano in un bar della Val Brembana in dialetto. Cioè, nulla. E allora sai che cosa hanno fatto quelli di Gomorra? Hanno sottotitolato tutta la serie, rendendo il contenuto fruibile a tutti. Gli italiani hanno guardato una serie recitata in napoletano con i sottotitoli in italiano. E, finalmente, hanno capito chi fosse alleato con chi 🙂

Lasciamo Napoli e torniamo al mondo… e a internet, il nostro contenitore che tutto il mondo contiene. Pensiamo al tuo video spot, al video aziendale per promuovere la tua attività, quello che hai deciso di far realizzare per pubblicizzare i tuoi prodotti/servizi e la tua azienda. Ti sei affidato a dei professionisti, hai seguito i loro consigli e le loro indicazioni, hai realizzato un prodotto che mostra chi sei e cosa fai, il tuo cuore e la tua passione. Hai raccontato, tu, con la tua voce e le tue parole, la tua realtà professionale. In che lingua hai parlato?

Noi consigliamo sempre al cliente di parlare la propria lingua e conservare fieramente la propria identità. Se il cliente però è una multinazionale, molto probabilmente sceglierà di parlare in inglese. In ogni caso, consiglieremo di sottotitolare il video per due motivi fondamentali:

l’85% dei video su Facebook (ad esempio) vengono guardati senza audio sottotitolare un video vuol dire ‘ampliare’ la propria audience, raggiungere più persone.

Chi sceglie una vetrina come il web per promuoversi, lo fa per far crescere la propria attività, il proprio giro d’affari, e magari affacciarsi al mondo intero. Ad un mondo che parla più di 76 lingue. 76 lingue, con una che, più di tutte le altre, riesce ad essere la lingua del mondo: l’inglese. Quella che più di ogni altra riesce ad aprire tante porte. E quindi cosa fare, con un video professionale? Quello che ha fatto Gomorra: metterci i sottotitoli. Lo sai in quanti Paesi è stata venduta, Gomorra? 170. Ecco, non bisogna aggiungere altro.

 

 

 

 

 

Il sito sicuro e crittografato aumenta il posizionamento


Quando navigate su un sito web, cominciate a dare un'occhiata alla barra degli indirizzi. Il dominio potrà iniziare con le lettere "http" o "https". La differenza tra queste due è che quest'ultimo indica un sito web sicuro e tutte le comunicazioni tra il browser e il sito web sono crittografate.

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In un sito "http" standard, la comunicazione avviene in formato testo e chiunque potrebbe leggere o addirittura intercettare le informazioni. In passato, la modalità cifrata (o "https") era adottata principalmente da banche e grandi portali e-commerce che consentivano i pagamenti con carta di credito. Ora non più. Google vuole che tutti utilizzino la crittografia per impedire agli hacker di modificare un sito per ingannare un utente.

A partire da Gennaio 2017, tutti i siti che non utilizzano la crittografia saranno contrassegnati come "non sicuri" su tutti i browser Chrome (circa il 50% del mercato dei browser). Questo è il primo passo. Google prevede già di rilasciare una versione in cui il browser mostrerà un avvertimento a forma di triangolo rosso con un punto esclamativo (una sorta di segnale di pericolo) agli utenti, se il sito non è sicuro. Il che potrebbe spingere gli utenti lontano dal vostro sito, ancor prima di averlo visto.

Infine, con molta probabilità la cosa andrà ad inficiare anche il posizionamento nei risultati di ricerca.

Cosa si può fare: quando visitate il vostro sito web, guardate il dominio se inizia con http: // o https: //. Se non ha la S finale e non presenta un simbolo (lucchetto), contatatte il vostro hosting e chiedete loro aiuto per ottenere una connessione sicura. Si tratta di una correzione piuttosto facile per la maggior parte dei siti web di PMI, dal costo molto basso, ma per stare tranquilli affidatevi al vostro webmaster per evitare spiacevoli interruzioni del servizio.

per vendere lo stesso prodotto a tutti bisogna parlare a tutti diversamente

Lo scopo è vendere un prodotto a molte persone e da questa base nasce l'importanza di comunicare in modo diverso ad un pubblico che dobbiamo imparare a conoscere.

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Ma chi sono le persone che devono acquistare il nostro prodotto o servizio e soprattutto perchè è così importante conoscerle bene? Provate a immaginare un padre di famiglia con due bambini e una donna single nel pieno della sua carriera, quanto sono diverse le abitudini di questi due soggetti? Quanto è diverso il loro modo di ragionare e decidere? Voi parlareste a tutte e due in modo uguale pe convincerli a fare qualcosa?

Per quanto diversi un padre di famiglia e una donna single potrebbero acquistare prodotti e servizi simili come ad esempio l'intervento di un idraulico per un emergenza in casa ma è evidente come sia molto importante saper comunicare con ambedue in modo differente per convincerli che siamo noi l'idraulico che stanno cercando. 

Ma come fare? 

Sun Tzu dieceva: " Conosci il tuo nemico ", l'informazione infatti è sempre il primo gradino verso il successo nella vendita, ma andiamo a vedere alcuni esempi pratici.

Nella configurazione di un pubblico di potenziali clienti andremo ad esaminare alcuni importanti parametri come testi, immagini, colori, ed in definitiva il messaggio di base creato con la configurazione di questi fattori che vogliamo far passare al cliente.

Una donna single dai 20 ai 30 anni che vive sola in casa avrà necessita di scegliere un idraulico che non le faccia perdere tempo, che risolva il problema in modo veloce in modo da poter andare a lavoro ma che le trasmetta anche fiducia, sicurezza, il padre di famiglia sceglierà un idrualico che lo faccia risparmiare. Esigenze diverse, stesso servizio, diversi modi di comunicare.

Ma il vero punto di forza di una comunicazione capace di arrivare a tutti, oltre a quanto già detto è anche la capacità di raggiungere questi potenziali clienti attraverso lo studio delle statistiche a disposizione incrociate con l'esperienza.

Facebook piuttosto che twitter o instagram, le varie piattaforme hanno non solo funzionalità diverse ma anche un utenza media diversa.

Insomma fare pubblicità non è più una questione di quantità come una volta ma di specificazione del pubblico.

Raggiungere i giusti clienti non solo aumenta l'efficienza di una proposta commerciale ma riduce anche i costi.

 

 

 

WhatsApp è la chat più usata dagli italiani

WhatsApp è la chat più usata dagli italiani, ma è boom per Telegram. Sono le stime che riguardano l'uso delle app di messaggistica nel nostro paese di Vincenzo Cosenza, esperto di social media, che ha messo insieme una serie di dati acquisiti da diversi provider.

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WhatsApp, di proprietà di Facebook, è usato da 22 milioni di italiani (nel mondo ha 1,2 miliardi di utenti attivi al mese), in crescita del 19% rispetto allo scorso anno. La base utenti è molto trasversale, dai più giovani ai più anziani, che lo usano in media 11 ore e 30 minuti a testa, ogni mese. Tra gli utenti più forti c'è il segmento 15-24 anni. Facebook Messenger (altra app di Zuckerberg) viene usato da 15 milioni di italiani (nel mondo da 1,2 miliardi di utenti attivi al mese), con un +25% rispetto al 2016. "Il tempo di utilizzo mensile per persona è di 1 ora, quindi se ne può dedurre che viene sfruttato per comunicazioni brevi intra-personali e non per lunghe discussioni in gruppo, tipiche di WhatsApp", spiega Cosenza.

Secondo le stime dell'esperto segue Skype con 8 milioni di utilizzatori italiani ma in decrescita del 16% (nel mondo ha 300 milioni di utenti mensili), l'uso per persona si ferma ad 1 ora al mese". A sorpresa, al quarto posto, si piazza Telegram usato da circa 3,5 milioni di italiani, in crescita del 150% rispetto allo scorso anno (nel mondo sono oltre 100 milioni). "L'utenza più attiva - spiega l'esperto - è quella dei 15-24enni, che lo usano per le sue caratteristiche di segretezza, è stato il primo ad introdurre una criptatura end-to-end, e per la presenza di bot, programmi che automatizzano l'invio dei messaggi. Queste funzioni stimolano un'attività media di 2 ore e 30 minuti a persona".

A seguire ancora c'è Viber usato da circa 1 milione di italiani, -40% rispetto al 2016 (nel mondo è apprezzato quanto da 260 milioni di persone). Chiudono la classifica WeChat utilizzato da 280.000 italiani (in calo del 25%) per ben 6 ore (probabilmente soprattutto dalla comunità cinese in Italia) e Windows Live Messenger usato da 150.000 persone per circa 5 minuti, "in caduta libera dopo il successo iniziale".

La fine di Yahoo e si va verso le grandi piattaforme?

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Abbiamo discusso tante volte in questo forum sul pericolo di un WEB sempre più controllato dalle grandi aziende e sempre meno diversificato e in mano ai " piccoli": 

In articoli passati abbiamo discusso di come nella storia di internet tutto questo fosse fondamentale, l'importanza del sito web della piccola azienda, uno spazio di libertà aziendale dove non si deve sottostare alle regole (soprattutto commerciali ma non solo) dei giganti del web.

Con l'acquisizione di Yahoo si procede però verso questa triste direzione.

Addio a Yahoo. Verizon ha completato l'acquisizione da 4,48 miliardi di dollari della societa'. Lo annuncia Yahoo in una nota, sottolineando che le parti dell'azienda non acquistate da Verizon cambieranno nome e diventeranno 'Altaba', una societa' registrata come di investimento.

Con la chiusura dell'accordo, l'amministratore delegato di Yahoo, Marissa Mayer si e' dimessa, portando a casa una buonuscita di 23 milioni di dollari. Verizon fara' confluire Yahoo con Aol, in una divisione che si chiamera' Oath.

local seo e google map, farsi trovare in zona

Iniziamo a parlare di local SEO e quindi di visibilità locale di un attività iniziando da Google Maps, è utili rendere la propria azienda visibile su questa piattaforma: vuoi essere trovato dagli utenti che vivono nei pressi della tua azienda? Hai notato che la tua presenza su Google Maps è carente e necessiti di qualche consiglio per ovviare a questo problema e attirare potenziali clienti della tua zona?Se sei capitato su un articolo che parla di Google Maps, molto probabilmente è perché stai cercando i mezzi migliori per rendere la tua azienda visibile su questa piattaforma: vuoi essere trovato dagli utenti che vivono nei pressi della tua azienda?

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Instagram cresce sempre di più ed è sempre più Donna

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Cresce Instagram in Italia, in particolare alle donne e ai giovani tra i 19 e 24 anni. A scattare la fotografia del popolo nostrano di "Instagrammer" è la società d'analisi Blogmeter.

Gli utenti attivie su Instagram sono 14 milioni, come annunciato dal co-fondatore del social Mike Krieger, in crescita rispetto agli 11 milioni di fine 2016. 

A differenza di altre piattaforme, aggiunge, Instagram è utilizzato più da donne (51%) che da uomini. "E ciò lo pone in diretta competizione con Pinterest, che anche nel nostro Paese inizia a guadagnare terreno (circa 5 milioni gli utenti)". Il 55% degli utenti di Instagram ha meno di 35 anni: l'età prevalente non è quella di minori di 18 anni (10%), ma quella dei giovani tra i 19 e i 24 anni, che rappresentano il 25% di tutti gli utilizzatori. Quote del 17% per i 25-29enni e i 36-45enni. Bassa, invece, la quota degli ultra 56enni (6%).

Nata per essere un diario di foto della propria giornata, aggiunge l'analista, l'app "in questi anni si è trasformata, diventando un catalogo patinato per persone e brand", scrive Cosenza. Secondo la ricerca di Blogmeter "Italiani e Social Media" il 14% degli italiani lo usa per condividere esperienze, ma il 17% lo sceglie per seguire personaggi famosi.

Aumentano gli " anziani " su facebook, diminuiscono i piccolissimi

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Nella nostra penisola il 53% degli utenti Facebook ha più di 35 anni. Crescono gli iscritti oltre i 45-55 anni e, rispetto a due anni fa, l'unica fascia di età che è in calo è quella dei giovani fino a 18 anni di circa il 5%. Sono i dati forniti da Vincenzo Cosenza, esperto italiano di social media.

Dati calcolati con Facebook Advertising, sulla base dei 30 milioni di utenti attivi al giorno, di cui 28 milioni da dispositivi mobili, resi noti da Luca Colombo, country manager italiano del social network.

Secondo le rilevazioni, fatta eccezione per il decremento degli under 18, tutte le altre fasce d'età aumentano. C'è un incremento del 10% per gli utenti tra i 19 e i 24 anni e tra i 30 e 35 anni, mentre aumentano del 14% quella dei 36-45enni.

Questa è anche la parte più numerosa in termini assoluti con oltre 7 milioni di iscritti. Infine, i 25-29enni crescono del 19%, mentre il massimo incremento si deve alle fasce più in elevate: i 46-55enni aumentano del 21% e soprattutto gli ultra 55enni che allargano la rappresentanza del 29%.

"Oramai Facebook è destinato a rimanere nella dieta mediatica degli italiani - spiega Vincenzo Cosenza - continua a crescere ogni anno, al momento l'unico limite per la crescita è l'accesso ad internet nel nostro paese. E aumenterà sempre di più anche il dato degli utenti da dispositivi mobili, di cui sono forti utilizzatori gli italiani".

Da Telegram a Facebook la sfida ai siti internet indipendenti

Telegram, la chat che ha fatto fortuna puntando sulla sicurezza, ora spinge anche sul fronte dei pagamenti online. La nuova versione 4.0 dell'app introduce la possibilità di fare shopping nelle chatbot, le chat automatizzate dove gli utenti dialogano con assistenti virtuali.

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 Le grandi piattaforme spingono sempre più verso quella che è una forma di lotta senza quartiere ai siti internet indipendenti ed intendiamo tutti quei siti internet in cui la vendita avviene all'interno dello stesso senza alcuna forma di assistenza da piattaforme esterne.

I negozi on line indipnendenti quindi che noi crediamo essere a tutt'oggi molto importanti per mantenere il web autonomo e indipendente come sempre è stato nei confronti delle grandi piattaforme.

E' importante poter vendere i propri servizi su E Bay o su Amazon o integrare sistemi di pagamento come Telegram in chat dove presto sarà possibile chattando con gli assistenti virtuali comprare servizi direttamente in chat.

Una sfida a Facebook quella di Telegram che ci porta a riflettere sul futuro delle piccole entità aziendali on line nel futuro di internet.

Ci porta soprattutto a riflettere nella possibilità futura di poter vendere i propri servizi e prodotti on line direttamente senza pagare il fio a servizi esterni vari che applicano tariffe e percentuali escludendo le piccole aziende dai canali di vendita più importanti.

Al momento per noi, la ricetta per sopravvivere rimane sempre la stessa, un sito internet fatto bene e un prodotto/servizio che possa compere con qualità!

 

il login social nel proprio sito internet

Garantire l'accesso al proprio sito consentendo l'autenticazione attraverso il proprio account Facebook, Google Plus o Instagram per velocizzare il processo di acquisizione degli utenti.

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 La velocità dei processi di gestione dell'utente all'interno di un sito internet garantisce anche un maggior successo del sito stesso e questo perchè come ben sappiamo l'utente va veloce, non si ferma più di tanto e non bastano i soli contenuti di qualità a trattenerlo, bisogna anche ricorrere ad un sito efficiente e veloce, non solo all'apertura e durante la navigazione, ma veloce anche nelle sue funzionalità aggiuntive come per esempio, l registrazione e l'autenticazione degli utenti al suo interno.

Pensiamo al caso di un e commerce dove la lentezza nel processo di registrazione prima di accedere al check out del carrello potrebbe sicuramente pregiudicare la vendita. 

Concentrandoci sul fattore login dell'utente spesso la principale causa dell'abbandono della sessione un ottima soluzione è quella di fornire all'utente la possibilità di accedere al sito per poi fare qualsiasi altra cosa come acquistare utilizzando il proprio account facebook (o altri social). Questo soprattutto quando si sta utilizzando i ltelefonino è veramente un grandissimo vantaggio dato che spesso l'utente è già loggato all'interno del social network questo significa che potrà facilmente registrarsi o loggarsi e compiere l'azione da noi desiderata senza arrendersi di fronte a lunghi processi di registrazione.

 

come funziona un area clienti nel proprio sito

Abbiamo parlato in passato della possibilità di utilizzare il proprio sito internet non solo per l'acquisizione di nuovi clienti ma anche come piattaforma di gestione dei propri clienti già attivi, vediamo come funziona.

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Con l'evolversi del mercato e dei servizi offerti dalle varie aziende sempre maggiore importanza ha acquistato la gestione post vendita del cliente soprattutto per chi fruisce servizi e non prodotti.

Contestualmente all'evolversi di internet anche la gestione post vendita un tempo gestita con efficacia telefonicamente o attraverso l'uso di consulenti è diventata molto più veloce e agevole attraverso la possibilità che ha oggi l'azienda di gestire il cliente attraverso la propria area utenti nel sito internet aziendale.

Una volta registratosi, il cliente accede a una propria pagina personale dove potrà tenere sotto controllo il suo rapporto con la nostra azienda, scaricare le fatture, visionare lo stato dei servizi, accedere a offerte e promozione a lui esclusivamente dedicate e tanto altro ancora.

Ampliare il proprio sito internet per permettere un efficace gestione di tutto questo non è semplice ed è consigliabile affidarsi ad esperti professionisti del settore per evitare di lasciare i propri clienti allo sbando, una volta registrati.

l'Attivazione di un area utente richiede alcuni passaggi da parte dell'agenzia sviluppatrice che permettono un lavoro sicuro e meno complicato di quanto dovrebbe, ecco per esempio come noi di Galatea Web gestiamo una situazione del genere.

Al cliente che ha richiesto l'attivazione di un area utente nel proprio sito internet vengono prima di tutto richieste delle informazioni per capire come vuole gestire il proprio cliente on line, quali servizi offrire e quali informazioni dare. 

Viene allora sviluppata e attivata l'area utente e creato un primo utente di prova per permettere al gestore del sito di capire come funziona il tutto.

Unitament a questo vengono forniti i necessari materiali di formazione all'azienda che dovrà gestire il servizio in modo da formare un operatore interno all'azienda alla gestione di tale area.

Nel primo periodo, l'andamento del servizio viene monitorato con cura in modo da correggere gli eventuali e inevitabili piccoli errori iniziali.

Procedendo in questo modo ordinato si può giungere nell'arco di un solo mese a trasformare il sistema di gestione dei clienti di un azienda trasportandola on line insieme ai propri clienti. 

I vantaggo di questo tipo di gestione sono veramente innumerevoli ed aumentono di gran lunga la percezione di qualità che il cliente possiede per la vostra azienda oltre a velocizzare di gran lunga il processo di gestione garantendo una maggiore efficacia produttiva.

Un alternativa al sito internet pur avendo il proprio dominio

Hai una piccola attività commerciale e non hai bisogno di un sito internet ma vuoi comunque essere on line con il tuo dominio www.nomeazienda.com e la tua mail professionale seguita dal nome del tuo sito? Insomma hai bisogno di bloccare il dominio, avere una presenza on line con una pagina con le informazioni essenziali? per poi pensare con calma al sito internet? Eccoti una soluzione veramente molto interessante, la LANDING PAGE CON DOMINIO PERSONALE.

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chi non investe non raccoglie

Non esiste modo di lanciare il proprio sito internet sul mercato senza un investimento pubblicitario sul web.

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Far vendere il proprio sito internet? E' possibile solamente investendo nel proprio sito attivando le giuste pubblicità ed i giusti canali di vendita che possano apportare utenza e quindi potenziali clienti all'interno del sito stesso. Non è assolutamente possibile riuscire a far vendere il proprio sito se non si è disposti ad investire su di esso. Non è assolutamente possibile aspettarsi risultati da un sito internet investendo 2-300 euro, questa è una situazione che capita spesso con i clienti titolari di aziende più piccole, si aspettano il miracolo, spendono 800-1000 euro per un e commerce (e anche di più) per poi avere una creatura morta sul web incapace di generare credito.

Per questo motivo noi abbiamo abbassato il prezzo di produzione del sito a soli 300 euro proprio per permettere anche al piccolo cliente di investire nel proprio e commerce fin dall'inizio, una scommessa che Galatea Web ha scelto di accettare per ogni suo progetto rinunciando al guadagno sicuro medio che tutte le altre agenzie chiedono per la sola produzione del sito.

Il concetto è semplice, una volta messo on line un sito internet non produce nulla tranne che vi sia già una qualche forma di pubblicità attiva da prima o che l'azienda sia già conosciuta a livello o nazionale o locale, in quel caso allora il sito diventa solamente una piattaforma di pagamento e più che nella pubblicità ci si deve concentrare nell'efficienza del sito stesso che deve permettere un sistema di pagamento veloce e funzionale. 

 

cosa comprende un lavoro di sviluppo sito internet?

Può capitare di avere dei dubbi su cosa sia realmente un lavoro di sviluppo sito internet, cosa comprende? Cosa ci deve dare l'agenzia o il singolo professionista e cosa spetta a noi invece fare? Un piccolo riassunto di cosa significhi sviluppare un sito web.

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Capita troppo spesso che il cliente confonda lo sviluppo di un sito web con lo sviluppo dei suoi processi aziendali o addirittura con la definizione del proprio lavoro. Un agenzia chiamata a costruire un sito internet non deve indicarci come lavorare o cosa dire ai nostri clienti ma appunto, deve solamente costruire il sito web in cui andranno inseriti i nostri contenuti aziendali.

Cosa vende l'azienda? Come lo vende? Come si racconta ai propri clienti? Tutto questo non fa parte del lavoro di costruzione di un sito internet, può sicuramente lo sviluppo dello stesso essere un momento di riflessione per l'imprenditore in cui riordinare le idee o migliorare alcuni contenuti, ma non è chi sviluppa il sito che ha l'onere di creare i contenuti aziendali.

Qual'è quindi il compito del cliente che decide di aprire un sito internet?

E' sicuramente quello di mettere chi sta facendo il sito in condizione di lavorare efficaciemente fornendo tutti i contenuti aziendali necessari allo sviluppo di un buon sito internet.

Questi contenuti devono essere prima di tutto testi, come una presentazione aziendale, non devono essere troppo corti ma dettagliati, e devono fornire il maggior numero di informazioni possibili. 

Poi, possono esserci foto, grafiche, video, qualsiasi tipo di materiale utile alla visibilità aziendale.

Chi costruisce il sito, deve invece creare le pagine, le sezioni i menù e le funzionalità per esporre poi tutto questo in modo efficace e soddisfaciente al pubblico.

Quando ordinate un sito internet quindi assicuratevi prima di aver già chiaro in mente che cos'è la vostra azienda e come questa si presenta al proprio pubblico, il sito internet è solo una delle tante piattaforme in cui diffondere queste informazioni non è certamente l'occasione per creare un identità aziendale. 

 

il sito integrato con le grandi piattaforme

La parola d'ordine di un moderno sito internet oggi è integrazione, da google a facebook ecco come il nostro sito deve integrarsi alle varie piattaforme mondiali.

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Integrazione, integrazione ed ancora integrazione, senza rinunciare alla propria indipendenza sul web ed alla propria identità. Ecco il segreto e la ricetta Galatea Web per un sito di successo ai giorni nostri.

Due necessità che non devono scontrarsi tra loro ma intrecciarsi per dare vita ad un progetto web che sia il più potente possibile.

Da un lato la nostra azienda e il nostro sito che non può essere pre-forma, ne una pagina su facebook, ne un account google plus, o altro, ma deve necessariamente essere il nostro sito, sul nostro dominio, con i nostri colori, stile, funzionalità eccetera. Dall'altro lato le grandi piattaforme come google, facebook, twitter, instagram eccetera eccetera che devono essere assolutamente collegate al nostro sito in modo bidirezionale e non solo.

Il nostro sito deve essere capace di integrare queste piattaforme al suo interno, come? Facciamo qualche esempio pratico. 

Esaminando le caratteristtiche di base del Galatea Power ci rendiamo conto ad esempio della possibilità di commentare con il proprio account facebook dentro il sito internet, oppure del fatto che utilizzi tecnologia google per tradurre le pagine in altre lingue al suo interno, è anche possibile riportare i twet del proprio account twitter o in base ai vari hashtag oppure far scorrere le foto da instagram. 

Un sito quindi che si aggiorna con i contenuti dei social trasformandosi però in qualcosa di originale e di coerente con il nostro brand. La nostra casa nel web insomma dove il passante / utente che ci incontra nei social o in qualche motore di ricerca ci segue per scoprirci, imparando ad amarci per poi acquistare i nostri servizi prodotti.

 

 

differenza tra indicizzazione e posizionamento del proprio negozio on line

Ho notato che spesso i clienti che ordinano un sito internet hanno un idea molto confusa della presenza del proprio sito nei motori di ricerca ed il leggere i numerosi articoli tecnici presenti on line non aiuta moltissimo. 

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In quest'articolo allora affronteremo la differenza che passa tra indicizzazione e posizionamento, cosa significano questi due termini e perchè sono entrambi importanti?

Quando un sito internet viene pubblicato per la prima volta on line ovvero i suoi file ed il suo database vengono caricati nel suo dominio (es:www.nomeazienda.com) il sito è praticamente sconosciuto e soprattutto per i motori di rierca non esiste.

Ecco che in questa primissima fase avviene l'indicizzazione del sito internet che letteralmente significa l'iscrizione del sito all'interno degli indici dei motori di ricerca in una determinata posizione che google calcola al momento dell'iscrizione nel suo indice attraverso centinaia di parametri (non tutti conosciuti) e che sostanzialmente per un nuovo sito internet è di solito molto bassa.

Come avviene l'indicizzazione? 

Una volta era necessario recarsi nei vari motori di ricerca e segnalare la presenza del proprio sito on line manualmente, cosa che è ancora possibile fare oggi, ma l'evoluzone dei motori di ricerca come google oggi fa si che anche senza alcuna segnalazione il motore di ricerca si " accorga " prima o poi della presenza del nostro sito on line e lo indicizzi.

La successiva fase a cui dobbiamo pensare è quella del posizionamento,

Adesso che il nostro sito internet o negozio on line è stato correttamente indicizzato e quindi iscritto all'interno del motore di ricerca in questa fase si andrà a fare attenzione alla posizione che il sito ha in questo indice, è al primo posto? o al milionesimo? 

Prima di tutto dobbiamo capire come mentre l'indice generale del motore di ricerca è unico, o ci sei o non ci sei, nel posizionamento dobbiamo andare a valutare le parole chiave per cui il nostro sito internet può essere trovato.

Il sito quindi, ovviamente, non può essere presente in tutte le combinazioni di parole chiave esistenti ma solo in quelle in cui google ha ritenuto di collegarlo in base ai contenuti del sito stesso, e la fase di posizionamento del sito è quel momento in cui chi gestisce il sito internet cerca di migliorare la posizione del sito per guadagnarne di migliori.

Ecco che spero di aver chiarito con quest'articolo la differenza che passa tra indicizzazione e posizionamento, due distnte fasi dello stesso processo che coinvolge il nostro sito e i motori di ricerca. 

Vendere on line? Prodotto scadente o cliente scadente?

Quanto è importante la qualità del cliente (e quindi del prodotto) nella vendita on line? Quali sono i motivi per cui un Sito Internet può fallire i suoi obbiettivi? E' sempre colpa delle agenzie? Diam un occhiata ai perdenti del web.

essere un fallito

Quando si costruisce un sito internet, soprattutto per la vendita on line, od in genere si va a fare della pubblicità per un azienda i fattori che ne determinano il successo sono di solito sempre 3.

1 - La qualità dell'azienda fornitrice della pubblicità.

2 - La qualità del cliente.

3 - La qualità del prodotto. 

In questo articolo tratteremo la qualità del cliente e parleremo una volta per tutte dei perdenti del web, ovvero tutti coloro i qualli non hanno i requisiti per avere un sito internet o per fare vendita on line ma decidono lo stesso di " scomodare " agenzie e singoli professionisti che si ritrovano poi puntualmente accusati di un fallimento in cui poverini, non c'èntrano nulla.

Capita, e quando capita purtroppo sono problemi. Il cliente " perdente " è colui che a livello pubblicitario e sul web non combinerà mai nulla non perchè l'agenzia che lo segue non è in grado di gestirlo ma perchè in lui sono presenti tutti i fattori che lo rendono non adatto alla visibilità sul Web per dirla dolcemente, ma andiamo ad analizzare uno per uno tutti i fattori che rendono il cliente qualitativamente scarso per ottenere dei risultati.

Non possiede un idea di impresa precisa, il suo progetto è lacunoso e non ha contenuti

Ci troviamo davanti ad un soggetto che vorrebbe delegare tutta la realizzazione del suo sito / progetto all'agnzia che si rivolge perchè non ha contenuti che descrivono efficacemente la sua azienda, non ha mai prodotto testi, foto, video, non ha neanche un idea precisa della sua identità sul mercato, questo denota una scarsa capacità imprenditoriale e un azienda / imprenditore che non è ancora nelle condizioni di esporsi a livello pubblicitario e che prima dello sviluppo di una qualsiasi piattaforma dovrebbe prima creare i propri contenuti o meglio " capire chi è ". 

Si improvvisa Grafico, Tecnico Programmatore ed interviene nello sviluppo dei servizi mandando le classiche foto " ecco come dovete fare "

Qui la cosa si fa inquietante, nonostante il cliente in questione non abbia alcuna esperienza di grafica, programmazione, non è uno sviluppatore, non è un pubblicitario, non è esperto in nessun settore pertinente al web o ad altro, durante la fase di sviluppo il tale si trasforma magicamente in tutte queste cose e comincia ad intervenire nello sviluppo credendosi il direttore degli sviluppatori e sentendosi in obbligo di spiegare a persone che sviluppano servizi web da 15 o 20 anni come " mettere un menù", dove metterlo e perchè metterlo, dove far apparire un contenuto, dove cambiare una virgola eccetera eccetera. Il risultato sarà ovviamente un servizio più che scadente ed è qui che ogni buona agenzia e professionista deve dire no! attenda la consegna e non rompa le scatole.

Non è collaborativo, è pigro ed invia il materiale richiesto dopo settimane o mesi

Altra caratteristica, il cliente non è per niente collaborativo, se gli chiedi una foto o un contenuto o un informazione ti risponde dopo qualche settimana e se la cosa capita due o più volte arrabbiato per essersi dovuto alzare dal divano più di una volta il soggetto comincerà ad inveire contro lo sviluppatore accusandolo di essere un incompetente e di non voler lavorare. Anche in questo caso è purtroppo veramente difficile riuscire a finire un progetto. 

Non ha un atteggiamento costruttivo e si lamenta sempre

Un altra caratteristica del cliente scadente è l'atteggiamento da perdente mirato alla continua critica, alla lamentela, un imprenditore o presunto tale che non ha imparato a costruire una comunicazione efficiente con collaboratori o fornitori una persona enigmatica che riesce ad attirare a se la sfiga con la forza della lamentela.

E' scientificamente provato che senza un pò di ottimismo e voglia di collaborare con gli altri in modo costruttivo le cose negative ci accadranno senza'altro, infatti di solito, è sempre al cliente che si lamenta sempre o perennemente incavolato che capitano le cose più assurde, si rompe il sito (cosa rarissima), perde i dati di accesso a un servizio, di tutto e di più.  Questa categoria è strettamente connessa tra l'altro con quelli che intervengono nello sviluppo come se fossero dei tecnici. 

Non sa usare le mail, non sa entrare nell'amministrazione del sito, mette gli url su google invece che sulla barra degli indirizzi

Ci troviamo di fronte a un cliente che non è capace di utilizzare un computer, o semplicemente di utilizzare una casella mail efficacemente, ti chiama e per ore al telefono cerca di capire come utilizzare un allegato, chiede supporto tecnico accusando l'agenzia che l'amministrazione del sito non funziona ma in verità sta cercando di accedere ad una vecchia postazione di qualche anno addietro e non è nel sito giusto, magari non possiede neanche un PC e tenta di accedere alle modifiche del suo sito dal telefonino. 

Quelle descritte sopra sono solamente alcune delle caratteristiche del cliente LOSER, ovvero il perdente del web, colui che pur avendo la presunzione di voler diventare il primo su internet e di costruire in breve tempo il suo piccolo impero non ha alcuna volontà di migliorarsi, nessuna determinazione nel sapersi muovere, nessuna esperienza, nessuna umiltà, è un LOSER del web perchè è prima di tutto un imprenditore scadente. 

 

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