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Ma che significa esattamente non avere soldi da spendere in pubblicità? Scopriamolo. 

 volantini

 

Spesso mi capita di sentire da qualche cliente frasi del tipo " non ho soldi al momento da spendere in pubblicità, ho un bel pò di cose da pagare in questo periodo", è l'azienda che come tutte le aziende ha le sue spese, c'è la vita privata e tutti noi abbiamo sempre parecchie cose da pagare, spese da pogrammare.

Ma quando si tratta di decidere di avere finalmente il proprio negozio on line attraverso un sito internet piuttosto che con una pubblicità su qualche social network, bhe allora le cose cambiano ma vediamo perchè.

Quando si fa una pubblicità giusta e fatta bene si spera che questa porti dei soldi indietro, gli stessi soldi che ci servono per pagare le spese.

Perchè allora un imprenditore dovrebbe evitare di fare una cosa che può portargli nel tempo maggiori guadagni per evitarne il costo?

E' un suicidio aziendale quello di delegare la pubblicità sul web o tradizionale ad un ruolo secondario rispetto agli altri investimenti quando invece dovrebbe essere a prima voce di spesa visto che è anche la prima voce di incassi. 

Attenzione, quando io parlo di pubblicità su cui è impossibile rinunciare ad investire mi riferisco a quella che io definisco pubblicità strategica dell'azienda ma forse, come ho spiegato in altri articoli di questo blog, è un pò riduttivo parlare di pubblicità e dovremmo forse chiamare questa voce di investimento " supporti strategici su cui basare la vendita della mia azienda". 

Il proprio e commerce non è una pubblicità ma è un altro canale di vendita, forse il più potente, se fatto bene.

Il proprio sito internet non è una pubblicità ma il luogo sul web oggi visitato da miliardi di persone ogni giorno a tutte le ore in cui la gente può sapere chi sono e dove mi trovo. 

Come l'insegna che mettiamo sopra la saracinesca queste non sono pubblicità ma elementi essenziali dell'organizzazione aziendale.

Io capisco come spesso ci si imbatta in aziende e singoli professionisti nel settore web, in quello pubblicitario in genere, che non riescono a darci dei risultati ma questo non ci può e non ci deve impedire di cercare ancora e ancora fino a trovare quello che stiamo cercando, che alla fine, si tradurrà nel successo della nostra azienda o nella sua crescita. 

Entriamo nel vivo del funzionamento del nostro sito internet e dopo aver affrontato tanti argomenti di carattere generale arriviamo al punto nevralgico della nostra presenza on line, la call to action, la chiamata all'azione ovvero cosa vogliamo che faccia l'utente all'interno del nostro sito ed in generale sui nostri supporti? Perchè è da questa azione specifica che dobbiamo costruire tutta la nostra comunicazione. 

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Si va a caccia di risultati o almeno ci si prova ed è già tanto visto che la quasi totalità dei siti internet che vediamo on line non hanno nessuna chiara strategia che possa spingere l'utente a compiere un azione. 

Ma prima di pensare a questa strategia siamo sicuri di aver capito cosa vogliamo che l'utente faccia nel nostro sito? La domanda può sembrare semplice ma in realtà non è così. 

Facciamo un piccolo esempio e pensiamo ad un sito internet che vende prodotti biologici. Ad esempio olio biologico. 

Qual'è l'azione che vogliamo che l'utente compia sul sito? Bhe acquistare l'olio direte voi, ma non è così semplice. In verità nesuno acquisterebbe dell'olio biologico se prima non fosse certo che questo sia realmente olio biologico, di per se il pubblico potenziale di questo prodotto è attento alle proprietà del cibo che acquista o non si ritroverebbe su un sito di oli biologici ma andrebbe a comprarselo direttamente al supermercato tra l'altro, risparmiando. 

Ma chi sta attento al cibo che compra sta attento anche alla propria salute, e se si trova sul nostro sito significa che sta cercando un ottimo olio biologico.

La CALL TO ACTION allora che noi vogliamo che sia persistente nel nostro sito non è ACQUISTARE ma leggere le proprietà benefiche del nostro olio e scoprire dove e come viene prodotto magari guardando un video che ci fa vedere con i nostri occhi dove l'olio viene conservato, come viene preparato eccetera. Se l'utente farà questo allora ci sono buone probabilità che acquisterà il prodotto. 

Abbiamo quindi capito che dobbiamo prima domandarci che cosa vogliamo che l'utente faccia nel nostro sito e questo lo capiamo mettendoci nei suoi panni, fingendoci utente dobbiamo capire per arrivare allo scopo finale di acquistare di cosa ho bisogno prima? In questo caso di informazioni ma i casi possono essee molteplici e devono essere sempre più specifici, aprire una foto, scaricare un contenuto, cliccare ad un link, la CALL TO ACTION specifica e decisiva che avvicina l'utente con un azione semplice a quello che è il nostro obbiettivo strategico. 

Guardate il video per maggiori informazioni.

 

In questa nuova puntata video del blog di Galatea Luca ci parla di un problema molto diffuso quando si tratta di fare un sito internet.

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In questa nuova puntata del blog di Galatea parliamo di come un problema di comunicazione da sempre esistito nei rapporti tra web master e cliente abbia prodotto centinaia se non decine di migliaia di siti internet perfettamente inutili. 

Quando si commissiona un sito internet infatti è buona norma affidarsi al lavoro del professionista a cui abbiamo delegato la nostra pubblicità sul WEB, proprio come avviene dal dottore o dall'avvocato dove non siamo certo noi a dire tecnicametne cosa deve essere fatto anche nel mondo del web dovrebbe accadere la stessa identica cosa.

Spesso invece non saper far capire al cliente che una cosa non si può fare o non è corretto farla in un determinato modo produce dei pessimi risultati. 

Un pò come l'avventore convinto di saper cucinare perchè mangia anche l'utente medio pensa di poter decidere le linee di sviluppo di un progetto web solamente perchè magari naviga molto su internet. 

Internet oggi è un entità complessa e variegata molto semplice da utilizzare ma non altrettanto semplice da costruire, anni di ricerche e lavoro permettono a gli operatori del settore di capire cosa è meglio fare ed un progetto vincente nasce sempre dalla capacità dello sviluppatore di saper imporre il proprio punto di vista e dalla modestia che ogni cliente non competente in materia dovrebbe dimostrare se ha a cuore il proprio progetto. 

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